Angelo Mariani: il corso che inventò la bibita antenata della Coca Cola

Angelo Francesco Mariani nacque nel 1838 nel paese di Pero-Casevecchie in Castagniccia da una famiglia di farmacisti; nel 1859 lasciò la Corsica per trasferirsi a Parigi dove lavorò come preparatore di medicinali in boulevard Saint-Germain davanti alla Facoltà di medicina. Qui cominciò a preparare bevande medicali dal chinino  estratto dalla pianta della china, si appassionò anche agli studi sugli effetti della coca dell’italiano Paolo Mantegazza e del tedesco Albert Niemann che isolò per primo la cocaina; incontrò anche il dottor Pierre Fauvel che stava studiando e utilizzando gli effetti anestetici della stessa.

Nel 1863, una cantante d’opera rauca, andò nella farmacia dal suo otorinolaringoiatra, il dottor Fauvel, che voleva “vino di coca”, ma il giovane preparatore non lo fece. Raccoglierà invece alcune gocce della sua preparazione più recente: un’infusione di tre varietà di foglie di coca nel vino di Bordeaux. La cantante, dopo aver assaggiato questo campione debole di “bevanda tonica”, disse: “è eccellente, mi invierai dodici bottiglie”. Ansioso di inventare la sua specialità per assicurarsi la sua fortuna, il giovane brevettò la preparazione che ha chiamò “Vino tonico Mariani con Coca del Perù“, presto noto come il “Vino Mariani“. La bevanda ebbe un enorme successo che ha conquistò la fama prima in Europa e poi in tutto il Mondo: prescritto con successo per combattere l’influenza, il nervosismo, anemia e anche l’impotenza.

Incominciò quindi a vendere il Vino Mariani nella sua farmacia e poi intorno al 1880 aprì una fabbrica in 1042, rue de Chartres, a Neuilly-sur-Seine vicino Parigi dedicata al trattamento della coca: 60 grammi di foglie di coca venivano lasciate a macerare nel Cognac e nel Bordeaux poi veniva aggiunto il 6% di zucchero nelle bottiglie da 50 cl. Nella sua fabbrica produceva anche un elixir, una crema, una tintura analgesica ed un dentifricio.

Nel 1886 un medico di Atlanta, John Pemberton ispirandosi al Vino Mariani creò la Coca Cola con foglie di coca, estratto delle noci di cola, caramello e zucchero, nella Coca Cola non fu presente la cocaina (anche se in tracce minime) a partire dal 1930, anno in cui il Vino Mariani non venne più venduto e venne sostituito dal Tonico Mariani in commercio fino al 1963, anche se già dal 1910 non conteneva più tracce di cocaina e in Italia era anche vietato dai primi del ‘900.

Divenne famosissimo in tutto il mondo e ricevette nel 1873 anche una medaglia speciale da papa Leone XIII, dato che era un estimatore della bevanda. Nel 1894 cominciò a pubblicare una collana di un libri con le testimonianze di 1000 consumatori illustri della bevanda che terminò dopo la sua morte nel 1925. Inoltre iniziò  a fare pubblicità in senso moderno, pubblicizzandosi sui giornali e con la vendita porta a porta.

Angelo Mariani morì nell’aprile 1914 a Saint-Raphaël in Costa Azzurra e venne sepolto nel Cimitero Père-Lachaise di Parigi, dove riposano gli uomini più illustri di tutta la Francia.

Nel 2017, un discente di Angelo Mariani ha riprodotto il Vino Mariani ad Ajaccio con vino Vermentino della Corsica e foglie di coca della Bolivia e ha incontrato il 23 febbraio anche il presidente boliviano Evo Morales presso la sede della FAO a Roma per un accordo commerciale Corsica-Bolivia. La cocaina ovviamente è senza alcaloidi per poter essere commercializzata in Europa.

Questo “nuovo” vino Mariani ha aperto un sito ed è possibile ordinarlo anche sul sito stesso al costo di 37,50 la bottiglia (+ spese di spedizione) che salgono a 800 euro per l’edizione limitata a 201 bottiglie (con spedizione gratuita) e anche un blog in onore di Angelo Mariani è stato aperto nel 2014.

E non dimentichiamo che dal 2003 il birrificio Pietra a Furiani produce la Corsica Cola, la Coca Cola “moderna” made in Corsica.

Angelo Mariani – Le propagateur de la coca (Album Mariani, XIV Vol., 1925)

 

COMPOSIZIONE DEL VINO MARIANI

La ricetta originale del Vino Mariani era la seguente:

Le foglie venivano lasciate a macerare nel vino per 10 ore prima di essere commercializzato, ogni litro di Vino Mariani conteneva 150-300 ml/l e un bicchiere 25-50 ml/l di cocaina, alcol e cocaina mescolati assieme danno origine al cocaetilene, che si origina nel fegato quando alcol e cocaina sono in circolo nel sangue.

Ogni oncia (circa 28 ml) aveva l’11% di volume alcolico e 6,5 mg di cocaina, mentre secondo i dati diffusi dal Mariani nel 1904 il volume alcolico era ben del 17%.

 

Fonte: Minerva – Cultura scientifica per il cittadino, Sostanze.info e Percorsi di Vino 

Andrea Meloni

Di origini sarde e calabresi ma genovese di nascita, laureato in scienze geografiche presso l'Università di Genova nel 2013 e socio della sezione Liguria dell'AIIG (associazione Italiana insegnanti di geografia), risiede nell'Appennino Ligure in val Borbera, una valle piemontese ma da sempre legata alla confinante Liguria e da agosto 2015 è redattore di Corsica Oggi. Collabora da marzo 2016 con la società cartografica geo4map di Novara, nata da una costola di DeAgostini e da giugno 2017 con il quotidiano genovese Il Secolo XIX. Adora viaggiare ed è innamorato della Corsica.

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