La lingua italiana a Malta, una storia in comune con la Corsica

Malta è stata oggetto della visita del presidente dell’Assemblea di Corsica Jean-Guy Talamoni, terminata oggi. Vale allora la pena di conoscere un po’ meglio questo arcipelago di isole, che con la Corsica ha più punti in comune di quanto si possa immaginare.

L’isola di Malta ha seguito per secoli le vicende della vicina Sicilia e ha subito le occupazioni fenicie, cartaginesi, romane, bizantine e arabe. L’occupazione araba dell’arcipelago dall’869 al 1048 ha lasciato un retaggio fortissimo nella lingua, infatti dalla lingua siculo-araba parlata in quasi tutta la Sicilia e a Malta si è sviluppata la lingua maltese, che è tuttora l’unica lingua semitica scritta in caratteri latini, mentre il lessico maltese è per il 50% di origine siciliana e italiana e per il 40% di origine araba.

Dal 1048 l’arcipelago divenne un possesso del Regno di Sicilia e nel 1522 venne affidato da Carlo V d’Asburgo ai Cavalieri di Rodi in fuga dalla loro isola del Dodecaneso (Grecia) occupata dai turchi ottomani. I Cavalieri di Rodi presero il nome di Cavalieri di Malta la lingua dell’ordine fu il latino, anche se l’italiano era ampiamente conosciuto tra tutti i cavalieri che provenivano dall’Europa cristiana e risiedevano in “alberghi” nella nuova capitale La Valletta. La città voluta dal Gran Maestro Jean Parisot de la Valette (1495-1568) nel 1566. Per i cavalieri dell’Ordine italiani venne costruita anche la chiesa di Santa Caterina d’Italia dove ogni domenica alle 11 viene celebrata la messa in lingua italiana e si trova poco lontano dall’Auberge d’Italie, antica dimora dei cavalieri italiani e oggi sede del Malta Tourist Authority, ente del turismo maltese visitato anche da Talamoni.

Tra i grandi italiani a Malta bisogna citare il pittore lombardo Michelangelo Merisi detto Caravaggio (1571-1610) che durante il suo soggiorno a Malta nel 1608 venne anche incarcerato e riuscì a fuggire dal carcere di La Valletta durante il suo breve soggiorno dipinse la Decollazione di San Giovanni Battista tuttora conservata nella concattedrale di San Giovanni nella capitale. Gran parte dell’aristocrazia ha origini italiane e soprattutto siciliane, ad esempio il leader indipendentista e primo ministro Enrico Mizzi (1885-1950) discendeva da una famiglia italiana emigrata a Gozo nel 1655.

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Opera del 1888 in lingua italiana del poeta nazionale maltese Dun Karm Psaila

Opera del 1888 in lingua italiana del poeta nazionale maltese Dun Karm Psaila

 

Targa in italiano su un edificio religioso

Targa in italiano su un edificio religioso

 

Stazione della via Crucis in una chiesa di Malta

Stazione della via Crucis in una chiesa di Malta

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Vecchie locandine teatrali a Malta

 

Fin dal rinascimento, dunque, l’italiano è la lingua colta dell’isola, e l’unica lingua ufficiale usata dagli intellettuali così come per gli atti amministrativi, per l’istruzione, per la celebrazione delle funzioni religiose, esattamente come avveniva in Corsica, dove il francese sostituì formalmente l’italiano solo nel 1859. Anche a Malta – conquistata dai britannici nel 1800,  l’ufficialità dell’italiano fu abolita, ma solo nel 1934. La causa principale fu la forte retorica irredentista nella politca estera dell’Italia fascista e il suo avvicinamento alla Germania nazista.

Atto di proclamazione della Polizia di Malta del Governatore britannico, in lingua italiana.

Atto di proclamazione della Polizia di Malta del Governatore britannico, in lingua italiana.

 

L’italiano quindi rimase lingua ufficiale per secoli e fu l’unica lingua parlata dalle classi sociali agiate dell’arcipelago fino alla metà del XX secolo quando l’inglese raggiunse ogni classe sociale maltese. Il più grande personaggio maltese italofono della seconda parte del ‘900 è Vincenzo Maria Pellegrini (1911-1997), che scrisse gran parte delle sue opere in lingua italiana e compose una poesia in onore di Garibaldi nel 1982, a cent’anni dalla scomparsa dell’Eroe dei due mondi.

E oggi? Dopo l’abolizione, paradossalmente, la conoscenza dell’italiano tra la popolazione aumentò, tanto che un sondaggio del 2014 attesta che il 67% della popolazione maltese è in grado di parlare italiano (quando nel 1931 si stimava al 14%). A Floriana ha sede l’ambasciata d’Italia a Malta, mentre a La Valletta ha sede il Comitato di Malta della Società Dante Alighieri; inoltre nel Dipartimento di Italiano dell’Università di Malta insegnano quindici professori italian,i e l’università maltese collabora con oltre trenta atenei italiani. Inoltre a La Valletta è anche presente dal 1971 l’Istituto Italiano di Cultura e a Ta’ Xbiex ha sede la Camera di Commercio Italo-maltese. La collaborazione tra Italia e Malta non si ferma qua, infatti il Public Broadcasting Service servizio di radiodiffusione pubblica – collabora con la Rai e Radio Corse Frequenza Mora per la produzione del programma transfrontaliero Mediterradio, ed èun membro associato della Comunità Radiotelevisiva Italofona.

La Costituzione di Malta prevede nell’art.5 secondo comma la possibilità d’introduzione di altre lingue ufficiali, questo fu fatto proprio per dare la possibilità di elevare nuovamente l’italiano al rango di ufficialità, anche se l’unico invito ufficiale in tal senso fu fatta nel 2004 dal Presidente della Repubblica italiana Ciampi. Tuttora l’italiano è la lingua straniera più studiata ed è la terza lingua più conosciuta dai maltesi dopo maltese e inglese. L’86% dei maltesi oggi comprende italiano (soprattutto grazie alla radiotelevisione italiana e all’afflusso di turisti italiani nell’arcipelago), il 67% lo parla correttamente, un altro 17% ne conosce le basi, e il 2% dei maltesi è italofono madrelingua. Inoltre nel 2012 erano iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) 1.858 italiani su circa 430.000 abitanti delle due isole.

Qui sotto il primo ministro maltese Joseph Muscat parla senza problemi italiano durante una conferenza stampa a Roma con presidente del consiglio italiano Matteo Renzi.

(Video tratto da un servizio in lingua maltese di ONE News Malta)

 

Malta, dal 2004 paese membro dell’Unione europea, di cui il maltese è lingua ufficiale, sta in questi anni puntando su un potenziamento dell’insegnamento della lingua italiana nel suo sistema educativo, per cogliere il potenziale culturale, sociale ed economico che la vicinanza con l’Italia offre, oltre che poter meglio comprendere il proprio passato storico, artistico e letterario. Una strategia che forse potrebbe essere presa in considerazione anche in un’altra isola del Mediterraneo… un po’ più a nord.

 

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Fonti: Wikipedia: Languages of Malta – Fiorenzo Toso Le minoranze linguistiche in Italia  pagg. 198-200

Andrea Meloni

Di origini sarde e calabresi ma genovese di nascita, laureato in scienze geografiche presso l'Università di Genova nel 2013 e socio della sezione Liguria dell'AIIG (associazione Italiana insegnanti di geografia), risiede nell'Appennino Ligure in val Borbera, una valle piemontese ma da sempre legata alla confinante Liguria. Inoltre collabora da marzo 2016, oltre che con Corsica Oggi, con la società cartografica geo4map di Novara, nata da una costola di DeAgostini. Adora viaggiare ed è innamorato della Corsica.

  • Ernesto

    Giustissima considerazione conclusiva: occorre più coraggio, superare i tabù, gettare le maschere e maggiore amore verso la verità storica della propria terra.