Il 9 novembre è stata la giornata nazionale contro il bullismo, un ragazzo di Bastia racconta la sua storia

Il 9 novembre in Francia è la giornata nazionale della lotta contro il bullismo (harcèlement, la molestia). Un ragazzo vittima di soprusi da parte dei suoi compagni a Bastia ha accettato di raccontare la sua storia a France 3 Corse ViaStella.

Il giovane, di 15 anni, vittima degli attacchi dei suoi compagni per diversi mesi, ha acconsentito a raccontare la sua storia. Tutto ha avuto inizio all’uscita di scuola: “Uscivo, e tra tutti aggredivano me, hanno visto in me una persona fragile”. In seguito hanno cominciato a chiedergli dei soldi per una bicicletta: “All’inizio mi chiedevano 60 euro, e se dicevo di no chiedevano di più. Ho avuto paura, mi sono chiesto perché ce l’avessero con me e non con gli altri, è quello che non capisco”.

La scena è sempre la stessa: tutto accade fuori dalle mura scolastiche, e oltre a chiedere dei soldi gli hanno rubato il computer portatile e lo zaino.

È cominciato l’anno scorso, e quest’anno continua. Esco da scuola per rientrare a casa, e loro mi seguono. Mi dicono che gli devo dei soldi, e se non glieli do mi dicono che mi rimangono quattro giorni, una settimana”

Il giovane ne ha parlato alla presidenza della sua scuola, e gli è stato consigliato di sporgere denuncia, e del personale si è offerto di sorvegliare la situazione all’uscita. Ne ha parlato alla sua famiglia, ma nei giorni seguenti si vergognava di dire che tutto ciò stava continuando. Si è recato allora dalle forze dell’ordine, ma gli viene detto che deve portare delle prove fisiche dell’aggressione.

Non mi hanno mai picchiato, ma a settembre hanno detto a mio fratello che se non gli avessi portato i soldi, me l’avrebbero fatta pagare. Probabilmente per incutermi timore, mi avevano già detto che sarebbero stati capaci di picchiarmi” . Per sfuggire loro, ha utilizzato degli stratagemmi, come non incrociare il loro sguardo se li incontra per la città, fare passi decisi, continuare per la sua strada e al primo portone fingere di rientrare a casa.

Il gruppo di ragazzi è stato allontanato e spostato in un altro istituto della città, ma spesso aspetta il giovane all’uscita di scuola.

Quando arrivo nei pressi di Bastia ho paura di incontrarli, perché possono essere ovunque, io non so se possano essere qui in questo momento. E ho paura, paura di rispondere, e allora prendono il sopravvento.”

Per gli episodi di bullismo esiste una campagna di prevenzione e un numero verde (nonauharcelement.education.gouv.fr e 3020). In Corsica sono stati segnalati 12 casi quest’anno, e in seguito ad un appello una referente di solito scrive un protocollo: “Ascoltiamo le vittime, i genitori, i testimoni, gli autori del fatto, e il Preside prende le sue decisioni, come ad esempio una sospensione temporanea o l’espulsione”

Non so perché se la prendano con i deboli. Hanno paura di coloro che non sono fragili”, afferma il giovane. Molte mattine ha paura di arrivare in città e di incontrarli. Accetta di parlarne per non subire più, e i suoi aggressori qualche settimana fa hanno aggredito un altro ragazzo di un altro istituto, con un tirapugni.
Ad Ajaccio invece dei laboratori nelle classi di prima media hanno l’obbiettivo di favorire la presa di coscienza sull’argomento e favorire la denuncia dei fatti. “Spesso colui che pratica i soprusi non si rende conto di essere un carnefice e delle conseguenze che può provocare il suo comportamento”, afferma una intervistata.

Se l’autore dei soprusi ha più di 13 anni rischia 6 mesi di prigione e una sanzione di 7500 euro. Quanto al nostro giovane di Bastia, ha deciso di non subire più, e la sua famiglia ha sporto denuncia.

A questo link è possibile leggere l’articolo e vedere il video originali: http://france3-regions.francetvinfo.fr/corse/haute-corse/corse/je-ne-sais-pas-pourquoi-harceleurs-s-attaquent-aux-fragiles-1362405.html