Alto Adige: l’Austria crea una commissione per la doppia cittadinanza

Qualche tempo fa abbiamo scritto dell’iniziativa del nuovo governo di destra austriaco di dare anche la cittadinanza austriaca ai cittadini dell’Alto Adige / Sud Tirolo, provincia autonoma dell’Italia.

Oggi in Austria il gruppo di lavoro sulla doppia cittadinanza agli altoatesini è partito. La ministra degli Esteri, Karin Kneissl, a metà gennaio a Roma, lo aveva ribadito più volte al suo omologo italiano Angelino Alfano: «Insedieremo un gruppo di lavoro interministeriale – aveva detto – che sarà composto da funzionari ed esperti del Ministero degli Esteri e degli Interni. Ma non faremo passi unilaterali».

Nulla vieta agli austriaci di avviare una commissione di esperti. Anche perché, di fatto, il doppio passaporto dipende dalle regole sulla cittadinanza austriache; Roma può opporre resistenze politiche, facendo presente che riaprire la ferita dell’identità dell’Alto Adige è a dir poco sconveniente, perché solletica irredentismo e nazionalismi che riportano alla Seconda Guerra Mondiale, e ancora prima al 1918 quando le popolazioni di lingua tedesca del Trentino-Alto Adige vennero assegnate all’Italia.

Il partito di governo in Austria, l’Fpö, nel programma elettorale dichiarava le sue ambizioni: l’Austria si sente l’avvocato degli altoatesini tedeschi e ladini, e deve «difendere gli interessi di tutti i vecchi austriaci. Noi puntiamo all’unità del Tirolo», c’era scritto.

Ora, il gruppo di lavoro che studia come realizzare il progetto ha il compito di affrontare prima di tutto di quale tipo di cittadinanza si tratti, per concederla possibilmente senza cambiare la Costituzione. Altro nodo da sciogliere: concederla a tutti gli altoatesini, indipendentemente dalla lingua? Con quali diritti e doveri?

Se il governo va avanti, il presidente della Repubblica, Van der Bellen, frena. In un’intervista alla «Tiroler Tageszeitung» fa presente che toccare un nervo del genere, nel momento in cui l’Italia è in campagna elettorale, non è opportuno. «L’autonomia del Südtirol – dice Van der Bellen – è un modello esemplare in tutto il mondo, non deve essere messa a repentaglio».

Il presidente della provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher tiene un tono istituzionale e pesa le parole: «Nessuno mi ha chiamato. Voglio credere alla ministra, che non ci saranno iniziative unilaterali e che non è una priorità. Se iniziasse l’iter per una legge, dovrebbero contattarmi. Son pur sempre “miei” cittadini».

Staremo a vedere le prossime mosse. Per approfondimenti sul bilinguismo in Alto Adige, leggi il nostro articolo dedicato al tema.


Fonte: La Stampa

Giorgio Cantoni

Nato nell'82 da genitori originari della città lombarda di Crema, di cui conosce e ama il dialetto, è appassionato di linguistica e di informatica. Vive vicino a Milano, dove lavora nel mondo della comunicazione digitale. Si è innamorato della Corsica e della sua cultura nel 2008, e sette anni dopo è stato tra i fondatori di Corsica Oggi.