I comunisti e il Front National spariscono dall’Assemblea di Corsica

Il primo turno delle elezioni territoriali di Corsica ha dato i suoi verdetti: Pè a Corsica largamente in testa, gli indipendentisti radicali che passano dal 2,5% del 2015 a quasi il 7%, la destra divisa in due e i macronisti solo quarti. Ma soprattutto, la sinistra (socialisti ritiratisi prima della competizione elettorale e comunisti) e il Front National (che aveva avuto un buon successo due anni fa) non avranno alcun rappresentante nella nuova assemblea di Corsica.

La lista ” l’Avvene, a Corsica in cumunu “, di sinistra, sostenuta da Corse insoumise, il partito comunista e da Manca alternativa/Ensemble ! si era presentata con un programma anti-austerità, di trasformazione sociale economica e in senso ecologico. Ma gli elettori l’hanno relegata a un 5,68% che li esclude dal secondo turno, non potendo accorparsi con altre lingue, escludendoli dalla futura assemblea.

Crolla il Fronte Nazionale, che passa dai 14.176 voti raccolti nel 2015 da Cristophe Canioni ai soli 3917 di questa tornata elettorale (3,28%).

Le divisioni interne, con l’uscita di Canioni qualche mese fa, e la mancanza di una vera presenza locale nell’isola, hanno segnato la disfatta nelle ultime legislative (nessun candidato sopra il cinque percento) e ora quella nelle territoriali.