Il Muflone corso: una specie in via di estinzione

L’animale simbolo della Corsica, il Muflone corso (Ovis aries/orientalis musimon) a causa dell’antropizzazione del territorio, del riscaldamento climatico, dell’habit sempre più circoscritto e delle poche nascite rischia di scomparire entro trent’anni, come ha spiegato Pierre Benedetti della sezione locale dell’Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage.

Il muflone, presente nell’isola da diecimila anni (le prime tracce del muflone risalgono a 8.000 anni fa) ormai è circoscritto a una piccola area oltre i duemila metri nel gruppo del monte Cinto soprattutto nei comuni di Asco e Calenzana e nella zona delle Cime di Bavella nei comuni di Quenza e Zonza e d’inverno scende fino ai laghi di di Montagna di Nino, del Melo e di Capitello quasi al centro dell’isola.

Se la presenza umana è già un pericolo per l’estinzione, il riscaldamento globale provoca siccità e mancanza di cibo e sono stati trovati capi malnutriti e sottopeso vicini anche alla morte.

Oltre alla mancanza di cibo,  il caldo favorisce lo sviluppo di parassiti, quali le zecche, che indeboliscono anche le pecore portando quindi danni anche all’economia pastorale dell’isola.

La popolazione stimata nell’isola è di 500 capi, ma con solo 30 nascite per 100 femmine nella zona del Cinto e solo 14 su 100 nella zona delle Cime di Bavella.

Il municipio di Asco gestisce anche la Maison du Mouflon et de la Nature nella foresta di Carozzica nel comune di Asco assieme all’Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage che ha sede regionale a Corte.

Questo animale simbolo dell’isola presente anche nell’isola d’Elba e in Sardegna deve essere salvato in qualche modo entro breve tempo, un animale che ha dato il nome anche al noto periodico A Muvra fondato nel 1920 e al gruppo de I Muvrini nati nel 1979.


Fonte: France Bleu RCFM – Trad. A. Meloni