Il piccolo partito di destra UPR chiede sanzioni per l’uso della lingua corsa e il “Diu” all’Assemblea

Il piccolo partito Union populaire républicaine (UPR), di François Asselineau, candidatosi con scarsi risultati alle primarie di destra 2017 per le Presidenziali, ha accusato il presidente dell’esecutivo isolano Gilles Simeoni e il presidente dell’Assemblea di Corsica Jean-Guy Talamoni, di atti “sediziosi e incostituzionali”.

IL primo perché, durante la ripresa video dei suoi auguri di fine anno, ha mostrato che nel suo ufficio non c’era che la bandiera còrsa; il secondo per aver tenuto il suo discorso d’insediamento in lingua corsa (come avvenne due anni fa) e per non aver fermato il cando del “Dio vi salvi Regina” a fine seduta.

“La bandiera della Repubblica è il tricolore blu bianco e rosso, la lingua della Repubblica è il francese e il suo inno la Marsigliese” ha detto il partito in un comunicato. Ma del resto, quasi tutti gli eletti, oltre che il pubblico, l’hanno intonato, non solo i Nazionalisti, e tutti si sono alzati, tranne Valérie Bozzi. Infatti l’UPR ha denunciato allo stesso modo il comportamento di alcuni consiglieri territoriali di LREM che hanno intonato l’inno còrso. Ma “del resto non c’è da stupirsi, dato che fu lo stesso Macron la sera dell’insediamento a violare la Costituzione scegliendo di far risuonare al suo ingresso non la Marsigliese ma… l’inno europeo”.


Fonte: FR3 Corse ViaStella